Finalmente ce l’ho fatta, dopo giorni di duro lavoro, ho completato il trasferimento.

Da adesso in poi mi troverete su www.bloguerrilla.it

Se mi avete inserito nel vostro blogroll…cambiate indirizzo!

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E’ partita i primi di Giugno la campagna per il lancio della nuova lavabiancheria Moon di Indesit Company. Alcune città sono state e saranno travolte da una serie di iniziative non convenzionali, promosse dalla MenCompany, agenzia che ha ideato l’intera campagna.

Scopriamo insieme quest’iniziativa, una premessa, se qualcuno di voi è riuscito a vederla dal vivo, e volesse mandarmi del materiale, foto, video, potete mandarmi una mail, grazie :)

L’idea è quella di travolgere il target con dei pick-up brandizzati, che sfileranno o stanno già sfilando nelle città di Roma, Bologna, Milano e Torino, e sulle coste di alcune tra le più note località marittime italiane, cercando di coinvolgere il pubblico con mini appuntamenti all’insegna della musica e delle bolle di sapone. Parallelamente al Pick-up Tour Moon, è già partita un’attività di Guerrilla Marketing, alcune ragazze sono intente ad attaccare, su auto e moto, dei magneti con la forma dell’ innovativo oblò della lavatrice. Alla base, oltre a quella di far conoscere il prodotto, c’è l’intenzione di invogliare le persone a partecipare al concorso attivo sul sito Indesit.it, che da la possibilità di vincere un viaggio a Londra e un buono di 500 euro da spendere presso i magazzini Harrods, forse riuscite a comprare una maglietta! Pare che il tour sia già passato dalle parti della capitale, io non ho visto, ne sentito niente…

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Il grande utilizzo di quello che viene definito ambient marketing, risiede nel fatto che ci troviamo di fronte ad una tecnica che il più delle volte riesce ad ottenere risultati altissimi in termini di redemption, pur con costi relativamente bassi, come ad esempio nei casi che vi presento oggi. L’ambient marketing è efficace proprio perchè, stravolge o modifica leggermente quelli che sono i luoghi frequentati abitualmente dalle persone, rendendoli improvvisamente più “visibili”.

Il primo caso, forse il più riuscito tra i due, è quello della Artesanos Camiseros un ’azienda tessile che produce camicie per taglie forti. L’agenzia è la Draft FCB, siamo in Messico, come potete vedere dalle immagini, alcuni oggetti, un albero e una fontana, sono stati vestiti con delle camicie particolarmente grandi. Attaccate ad ognuna ci sono delle etichette che riportano la scritta: “Our tailor made shirts look good on any figure”. Vista la riuscita della campagna, l’evento verrà riproposto per tutte le stagioni.

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Il secondo caso che vi propogno è servito per promuovere la Titanic Exhibit al Museo naturale di scienze a Denver. Alcuni monumenti della città sono stati dotati di speciali ciambelle di salvataggio, non si sa mai. L’agenzia è la Carmichael Lynch.
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L’unica esperienza elettrizzante con un distributore automatico l’ho avuta quando un mio amico acquistò una lattina di Coca-Cola, curiosamente disposta nei piani alti del distributore, che cadendo esplose, lasciando noi esterefatti ad ammirare le grandi capacità di una bibita gassata.

Guardate, invece, a cosa ha pensato la Net#Work BBDO di Johannesburg per conto della Simba, nota azienda produttrice di snack e patatine.
Per promuovere uno dei prodotti della sua linea, le Ghost Pops, sono state installate delle vending machine molto particolari, presso i campus universitari del Sud Africa. L’atmosfera è simile a quella delle candid camera, quando ci si avvicina a scegliere il proprio snack, il distributore inizia a muoversi e una voce registrata dice: “Haloooo, come closer, buy Ghost Pops“.
Se una persona decide di comprare le Ghost Pops, appare la scritta Thanks! Come potete vedere nell’immagine in basso. Risultato finale? Le Ghost Pops battono le altre patatine 3 a 1.

L’idea è valsa all’agenzia il Gold Lion all’International Advertising Festival di Cannes, nella categoria Promotions. Già nel Luglio del 2006, l’agenzia di Johannesburg aveva pensato di pubblicizzare questo prodotto, mandando in giro, in alcuni supermercati, dei carrelli telecomandati pieni di pacchetti di patatine Ghost Pops.

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Ecco un bel caso di Guerrilla Marketing nel mondo del Business to Business. Si è appena concluso l’International Advertising Festival di Cannes 2007, dove la giuria Direct ha assegnato un Leone di bronzo alla Arnold Worldwide Italy per il “Marketing Voodoo kit“, campagna promossa dal claim “nel guerrilla marketing tutto è concesso“.

L’agenzia italiana, per promuovere il suo nuovo dipartimento di Guerrilla Marketing, chiamato appunto Arnold Guerrilla, ha spedito a dei potenziali clienti dei kit con dei fantocci in pieno stile voodoo, con le fattezze dei prodotti competitor. Il tutto corredato di spilloni per infliggere macumbe aziendali.

Alla Coca-Cola è stato inviata una lattina voodoo di Pepsi, alla Nike una scarpetta dell’Adidas e alla Nintendo una console PSP.

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A quanto pare, i siti per il recruitment guardano con particolare attenzione agli effetti del Guerrilla Marketing. Circa due settimane fa vi avevo parlato di Infojobs, analizzando prima il caso italiano, durante il concerto del primo Maggio a Roma, e poi quello spagnolo, nella città di Malaga.

Oggi andiamo nel paese del sol levante, dove il sito Monster, ha pensato a questa azione di volantinaggio non-convenzionale. Nel video potete ammirare un arbitro di calcio, nel pieno centro di Hong Kong, avete letto bene, che “ammonisce” tutti i passanti con dei cartellini-volantini, dietro la divisa, un adesivo con scritto: “Stuck in the wrong job?” Monster.com.

Qui potete trovare il video dell’altra azione realizzata, un assistente di volo all’interno di un cinema, bizzari questi giapponesi.

C’è qualcosa di misterioso in questa storia che sto per raccontarvi. Tutto ha inizio l’11 Giugno, giorno in cui, sul forum ufficiale di Halo 3, un videogioco cult per Xbox360 (quello che in gergo tecnico viene definito killer application), un misterioso utente, tale “Adjutant Reflex” si presenta con un avatar molto particolare e inizia un nuovo topic in questo modo: “This will be a good place to begin”! Fin’ora ci sono 5 pagine di commenti di persone che chiedono il significato di quelle parole.

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Circa 3 giorni dopo, gli iscritti al sito di Xbox, ricevono questa mail, ben visibile, sulla destra, lo stesso segno utilizzato dall’utente come avatar:

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E fin qui nulla di particolarmente trascendentale, fino a che, e questa è storia di 2 giorni fa, la campagna di viral marketing per promuovere Halo 3 esce allo scoperto: alcune piazze di New York e Londra vengono invase dall’organizzazione S.O.T.A. acronimo di The Society of the Ancients. I partecipanti indossano delle maglie con il marchio visto sul forum e nella mail.
A chi gli chiede se questa azione abbia delle connessioni con il videogioco, i dimostranti rispondono che non sanno nulla di questa cosa e che sono li per ribadire il concetto “non siamo soli”.

Il sito della Society of the Ancients parla dei cerchi nel grano e delle pietre di Stonehenge, navigando al suo interno si giunge ad un misterioso e alquanto bizzarro countdown.
La Microsoft avrebbe confermato l’azione di viral marketing attraverso un suo portavoce: “Iris è una campagna progettata per portare i giocatori in un viaggio incredibile attraverso l’Halo Universe. Guidati da una mano ’sconosciuta’, gli utenti scopriranno alcune informazioni finora ignote sugli Halo, i Flood, i Precursori, e le vere origini della trilogia di Halo.”
Siamo di fronte a un caso di ARG (Alternate Reality Game), gli avvenimenti che accadranno da qui fino alla conclusione del countdown serviranno per comporre il puzzle, non ci resta che seguire gli eventi.

A quanto pare è una pratica quasi consolidata quella di fare un’attività di Guerrilla in un luogo dove pullulano i brand, vale a dire il supermercato. Circa un mese fa, Greenpeace, per salvaguarde gli alberi, aveva pensato di applicare dei magneti raffiguranti la sezione di un albero, sotto i rotoloni di carta.

L’idea è stata ripresa dalla KOO, che ha “trasformato” dei cibi in scatola in salvadanai, applicando degli adesivi sopra di essi. Realizzata dalla FCB di Johannesburg, l’idea di questa azione è stata quella di rendere consapevoli gli acquirenti, e non solo, dei prodotti KOO, che l’azienda dona una parte del ricavato della vendita dei cibi in scatola all’organizzazione “Unite Against Hunger”. Iniziativa semplice, economica, ma efficace.

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L’ultima volta che ho sentito parlare della Zero Coke, stavo preparando la tesi e analizzavo il caso del famoso Zero Movement, passato alla storia per aver dato vita ad una campagna di Guerrilla Web Marketing attraverso un fake blog.
Era il Gennaio 2006, e tutto succede in Australia con una campagna outdoor, manifesti con un grande zero al centro che sembravano voler diffondere una nuova filosofia. Il tutto sfocia in un blog, che solo in un secondo momento si rivelò essere il blog adibito al lancio della nuova Zero Coke. Grandi risultati in termini di viral, tanto da far nascere, anche se mi viene il dubbio che fossero stati loro stessi, il blog “Zeromovementsucks“.

Quello che vi presento oggi è un caso altrettanto fastidioso ma estrememante efficace per pubblicizzare un nuovo prodotto. La PlusMedia, nota agenzia carioca, ha pensato di trasformare un vagone del metrò in una lattina gigante di Coca-Cola Zero dal peso di mezza tonnellata adornata da 100 lampadine fluorescenti che sprigionano un’energia di 4000 watt. Durante tutto il mese di Giugno, il vagone percorrerà la tratta Botafogo-Central da mezzogiorno alle 20 di sera.

Prendo la metropolitana tutti i giorni da 7 anni a questa parte, prima era l’università, oggi il lavoro. A quanto pare la situazione qui da noi è ben diversa da quella brasiliana, anche se stiamo parlando di Rio De Janeiro. Non so quanto miei concittadini o tutti quelli che affollano le banchine della metro prenderebbero di buon gusto, dopo aver sopportato caldo e traffico umano di vedersi sfilare davanti una lattina gigante con il treno successivo a 8 minuti. Personalmente preferirei un vagone con delle ragazze che lanciano delle lattine di coca-cola, almeno ci rinfeschiamo!

Un pò di Guerrilla Marketing in pieno centro urbano non guasta mai, questa l’ho trovata sensazionale. Ci troviamo a Covent Garden, uno dei quartieri più pittoreschi e fantasiosi di Londra, dove artisti di strada e non solo, si incontrano con l’intento di intrattenere i passanti e perchè no, alzare qualche pound.

La cosa strana è che in questo caso l’artista di strada è rappresentato da un’automobile. Esattamente. La Chevrolet, per presentare ai londinesi l’ultimo modello della sua produzione, ha pensato di parcheggiare un SUV Captiva nel bel mezzo del quartiere, ricoprendolo interamente dello stesso materiale che viene utilizzato per i biglietti “Gratta & Vinci”. Sotto la macchina sono stati posizionate ben 16.995 monete da un penny, da utilizzare per grattare la macchina, perchè proprio questa cifra? Il prezzo del SUV.

Dopo 14 ore di maratona “Gratta & Vinci”, il fortunato vincitore, che ha trovato le parole nascoste, si è portato a casa una Chevy Captiva, a quanto pare, e buon per lui, non la stessa che era stata grattata.

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Mandare in giro una ragazza all’interno di un centro commerciale, facendola passeggiare con dei palloncini brandizzati ad elio che le sollevano la gonna. Il tutto per cercare di generare awareness intorno al nuovo depilatore Silk-epil della Braun.
Il risultato finale è stato che la modella ha attirato talmente l’attenzione, che il traffico di gente all’interno del centro commerciale è aumentato del 25%.

E fin qui nessun problema, però, guardate bene il video, è sicuramente particolare vedere un ragazza passeggiare con una gonna che le copre completamente il viso, e l’attenzione si focalizza sicuramente sulle gambe, ma il risultato sarebbe stato lo stesso se al suo posto ci fosse stata una ragazza un pò più…”larga”? Fossi in loro ci avrei provato. Tra l’altro il brand mi sembra molto poco visibile.

La Lancia continua a sfruttare le grandi potenzialità offerte dal web, la campagna viral ideata lo scorso Settembre per il lancio della New Ypsilon, dopo essersi aggiudicata a Marzo la Freccia d’Argento di Assocomunicazione, ha vinto il premio Mediastars nella sezione Advertising Online. Lanciata sul sito Lanciavyp, la campagna aveva lo scopo di sottolineare in modo originale la caratteristica bi-colore dell’automobile. Per l’utente c’era la possibilità di interagire con tre 3 donne che mettevano in campo una “body painting performance” dietro istruzioni dell’utente stesso. Al termine della performance, previo inserimento del numero di telefono, venivi contattato dalla tipa appena spogliata, che ti invitava con lei a prenotare un test-drive.

Particolarmente interessanti i risultati in termini di viral, tanto da invogliare la Lancia a pensare qualcosa di originale per il lancio della Ypsilon Sport.

In linea con il nuovo spot, visibile, per il momento, solo sul web, dal 15 Giugno partirà infatti il concorso Cattividentro. Attraverso l’omonimo sito, gli utenti verrano invitati a prenotare un test-drive, durante il quale potranno realizzare dei video amatoriali sul tema, “dimostra quanto sei cattivo“. Il film più bello sarà premiato con una New Ypsilon Sport Momo Design. Anche il sito sarà cattivo, scherzerà con l’utente, impedendogli, ad esempio, di cliccare su un determinato menù. Staremo a vedere.

Il 16 Giugno, invece, sempre all’interno del nuovo sito della Ypsilon Sport, ci sarà una novità. Sarà presente un’area partner, attraverso la quale l’utente potrà scaricare un software che gli permetterà di dotarsi di un avatar virtuale. L’idea è quella di ricreare un’altra comunità online, stile Second Life, forse qualcuno di voi starà già storcendo il naso, io per primo. Gli avatar potranno discutere tra loro e navigare insieme, mentre verso la fine del mese ci sarà una conferenza online popolata da avatar, per presentare ufficialmente la nuova vettura agli avatar-giornalisti. Anche qui staremo a vedere. Vi terrò informati.

Il problema del cosidetto fumo passivo è uno degli argomenti su cui si batte la Fares, una fondazione belga che si occupa dei problemi respiratori dovuti all’uso delle sigarette. Quella che vediamo è un’azione di guerrilla marketing che può far nascere disguidi, dubbi e discussioni. Il second hand smoke uccide, solo in Belgio, 2.000 persone l’anno, per ribadire questo concetto, l’agenzia LG&F ha messo questi depliant a forma di sigaretta gigante dentro le cassette della posta.

Il messaggio suona forte e chiaro, non induce le persone a smettere di fumare, le invita a farlo fuori dalle mura domestiche, per salvaguardare la salute dei bambini e delle altre persone che vivono in casa.

L’idea dello stravolgimento delle dimensioni reali viene spesso utilizzata per le campagne di ambient marketing. Installazioni giganti o riproduzioni in miniatura, riescono spesso ad attirare l’attenzione delle persone. Abbiamo visto un esempio di ”gigantismo” con le billboard della Nationwide, dove un barattolo alto qualche metro riversava vernice sulle automobili sottostanti.

Questo che vi propongo oggi è un esempio di riduzione delle dimensioni, l’Apple, per la campagna Movies in your Pocket, realizzata dalla sudafricana Network BBDO, ha deciso di seguire i passaggi tipici di una persona che va al cinema, dal momento della scelta del film fino alla visione sul grande schermo. Miniaturizzare l’esperienza cinema per promuovere la nuova funzione dell’iPod.

Prima immagine, prima fase, la scelta del film: le locandine dei film all’interno del cinema sono delle miniature:

Seconda fase, l’acquisto delle popcorn: vengono servite delle confezioni particolarmente piccole:

Terza fase, prima del film, il trailer occupa solo una piccola parte al centro dello schermo:

Oggi mi sono dedicato alle billboard, dopo quella della Nationwide è di nuovo il turno della Henkel, già ospitata tra queste pagine per la campagna outdoor dei cartelloni messi negli stadi di calcio ai bordi del campo. Questa è decisamente meno immediata, in più c’è il rischio che passi inosservata, personalmente vedo cartelloni strappati in ogni angolo della città. Meglio quella del vaso.

Siamo in Francia, a Parigi, l’agenzia è sempre la DDB. Una piccola considerazione, quello che da noi viene conosciuto come Super Attak, non è indicato per la carta, visto che la deforma. Che si siano confusi con un altro prodotto della stessa linea? Ai poster l’ardua sentenza.

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