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Riporto direttamente dal sito Guerrigliamarketing: “un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti“.

Ma quali sono le tecniche utilizzate dal Guerrilla, in quali forme si manifesta questa filosofia nel momento in cui entra in contatto con la pubblicità. In poche parole, cosa è Guerrilla e cosa no?

Anche una pubblicità televisiva può definirsi non-convenzionale, pensiamo ad esempio se è stata preceduta da una campagna “teaser”, o forse è solo il teaser ad essere non-convenzionale. L’aspetto sui cui vorrei soffermarmi, riguarda l’effetto sorpresa, quello che colpisce il consumatore, perchè la pubblicità gli si è presentata in una forma che sconvolge i canoni abituali.

Nel 2001, quelli di Guerrigliamarketing, decidono di mettere in scena un falso atterraggio ufo per pubblicizzare il comune di Riccione, che seguiva il claim “Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra”. Vengono lasciate delle tracce nel parcheggio dell’Acquafan, e la notizia viene ripresa dai principali quotidiani locali.

Ora non sempre bisogna scomodare un intero comune per avere successo, si può fare Guerrilla attraverso gli stancil, il viral, cercare quindi di agevolare quello che viene definito WOM, la body art, lo street marketing, l’edge marketing, non nella sua totalità, ma nelle piccole sfumature. Le note mani imprigionate di Amnesty, il pallone gigante della Nike che distrugge un’automobile durante gli Europei di calcio del 2004, o la diffusione dello Scorpione da parte dei writers per promuovere il Nike Scorpion Knock Out, finte manifestazioni organizzate da vivilastminute, il logo a forma di forcone della Renault Clio, l’Heineken ha mandato un mostro in giro per l’Italia, sono solo alcune dei mille modi in cui la Guerrilla può presentarsi, ma basta chiacchiere è ora di iniziare.

Quello che succedeva in battaglia centinaia di anni fa è stato trasposto nella pubblicità e nel marketing, è buona regola che un buon pubblicitario non-convenzionale conosca le tecniche proprie di un vero Guerrillero, giusto per evitare che anche questa tecnica si trasformi solamente in una moda, o cosa ancor più grave, diventi un termine “ombrello”:

imprevedibilità: attaccare la popolazione quando meno se lo aspetta, utilizzare l’effetto sorpresa;

originalità: il vero Guerrillero indipendentemente dal campo di azione, deve essere un creativo;

conoscenza del territorio: è fondamentale conoscere perfettamente il territorio sul quale si agisce per poter sfruttare al meglio i suoi punti forti ed evitare invece i punti deboli;

attacchi mordi e fuggi: il Guerrillero preferisce effettuare diversi attacchi diluiti nel tempo;

scarsi mezzi a disposizione: la Guerrilla è una tecnica utilizzata maggiormente da chi può contare su poche risorse a sua disposizione, anche se non sempre è così;

sovversione dell’ordine precostituito: l’utilizzo della Guerrilla genera uno “stravolgimento” dell’ordine esistente perché sfrutta tecniche e mezzi in maniera non convenzionale e quando gli individui sono poco preparati ad attacchi di questo tipo;

forte presenza sul territorio (essere “dovunque e comunque”): conoscere perfettamente il luogo dove si agisce non basta, bisogna presidiarlo;

estensione dell’azione nel tempo e nello spazio: la Guerrilla, diversamente dalla guerra, preferisce “sfiancare” il nemico attraverso attacchi continui ed inaspettati;

forte appoggio e coinvolgimento della popolazione: per una buona riuscita degli attacchi di Guerrilla è necessaria la partecipazione del pubblico.

Cosa cercherò di raccontarvi, l’idea iniziale è quella di parlare di tutte quelle tecniche di pubblicità o di marketing che più o meno impropriamente vengono inserite sotto il termine Guerrilla, con questo non vi prometto che sarò in grado di escludere tutto il resto della pubblicità definita convenzionale, se qualche campagna anche se più tradizionale, sarà in grado di attirare la mia attenzione, avrò il piacere di ospitarla tra queste pagine.

Tornando a Bloguerrilla, mi permetto di dare una definizione a questa tecnica, tanto per capire di cosa stiamo parlando. 
Il termine Guerrilla nasce in ambito politico-militare, allargandosi a macchia d’olio e investendo settori inaspettati fino a qualche anno fa, come l’arte e la comunicazione in ogni sua forma, è l’approccio che rimane lo stesso, mordere per poi fuggire.

Utilizzare tecniche alternative, imboscarsi, sabotare, utilizzare astuzia, inventiva e immaginazione, conoscere a memoria il territorio in cui agiamo per cercare di sorprendere il nostro avversario.

Utilizzare la Guerrilla in battaglia, queste le intenzioni di Mao Tze-tung, “Se il nemico avanza, ritirati, se il nemico si ferma, disturbalo, se il nemico è stanco, attaccalo, se il nemico si ritira, inseguilo”, il nemico ripiega e noi lo inseguiamo, se lo attacco per primo perdo, allora avanzo in modo imprevedibile, lo mordo e poi fuggo. Le truppe regolari vogliono eliminare il nemico nel minor tempo possibile, i Guerrilleri lavorano sulle variabili spazio-temporali. Nello spazio, mirano a far disperdere le forze nemiche sul territorio, rendendole più vulnerabili, nel tempo, a distruggere l’avversario psicologicamente ancor prima che materialmente.