Ricorderete sicuramente il famoso spot realizzato dall’agenzia Fallon per il televisore Sony Bravia. Qui stiamo parlando di qualcosa dagli effetti decisamente meno dirompenti, anche se ad attirare l’attenzione ci pensa sempre la vernice.

La Nationwide, una delle più grandi compagnie di assicurazione del mondo, per promuovere uno dei suoi principali servizi, la Car Insurance, ha pensato di installare queste billboard alte quanto un palazzo di 10 piani. Ci troviamo in un parcheggio, molto probabilmente negli Stati Uniti. Mi piacerebbe trovarne una di fronte la stazione Termini, sperando non ci sia sotto la mia macchina.

Ricordate la discussione che si era generata dopo i famosi “Gratta e Vinci” di Infojobs, distribuiti durante il concerto/manifestazione del Primo Maggio in piazza San Giovanni? Io trovai un nuovo lavoro “Lanciatore di riso per agenzia matrimoniale“. Un mio amico divenne “Addetto alla rimozione di gomma da masticare”. Non so se avete in mente la campagna, l’obiettivo che si era prefissata la Veryweb, agenzia nota per la campagna “can’t stop me” per Kenwood, era di riuscire a strappare un sorriso ai presenti, in un periodo di grande precarietà e su un tema particolarmente scottante. Personalmente, vidi molti sorrisi, ma anche molti biglietti strappati, il luogo e l’occasione erano comunque perfetti per agire con un’azione di Guerrilla. In termini di buzz, riscosse un discreto successo, sia tra i blog, qui e qui, che su glob, un programma televisivo.

Archiviata la pratica Italia, la “costola” spagnola di Infojobs, ripropone il tema: “Recoja aquí su nómina. Buscas un trabajo mejor? InfoJobs.net“. Prendi qui il tuo lavoro. Ne cerchi uno migliore? Collegati a Infojobs. Siamo a Malaga.

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La Saatchi & Saatchi Vision ha pensato ad una campagna virale sul web per promuovere l’uscita del film Hostel II, previsto nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo 22 Giugno.

L’idea è quella di attirare i visitatori verso un sito fake, bodyscare, una specie di beauty farm online, che promette particolari trattamenti, ma che in pochi secondi cambia decisamente aspetto, assumendone uno leggermente più inquietante.

Una musica rilassante viene sostituita da qualcosa di più metal, la bella ragazza alla vostra sinistra, viene conciata per le feste, la scritta “ci occupiamo di te e della tua bellezza”, diventa “ci occupiamo di te, bellezza“. In basso, scompaiono alcune lettere e rimane la scritta “Morire. Non chiederai altro“. Accogliente :|
Se non ne avete abbastanza potrete entrare nel sito del film o mandare una simpatica mail a qualche vostro amico, un ex a cui siete rimasti particolarmente legati, un parente…

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Primo contenuto video per il mio blog, avevo pensato di inserire delle immagini, ma solo in questo modo si riesce a vedere la reazione dei passanti. L’agenzia è la Vitruvio Leo Burnett di Madrid ed ha realizzato questa azione di Guerrilla Marketing per la Turner Classic Movies Channel, cosa che ha permesso alla TCM di vincere al Festival Publicitario Iberoamericano per la categoria Marketing Promozionale.

L’azione di Guerrilla è stata realizzata durante il San Sebastian’s Film Festival. Il claim recita: “The films you should have seen by now“. Buona visione.

Apprezzo sempre in modo particolare le campagne di Guerrilla realizzate per conto delle organizzazioni no-profit. In questo caso ci troviamo in Ucraina, l’agenzia è la MEX, che ha lavorato a questa azione di stickering per la International Charity Organization “Poglyad”, per cercare di aiutare i senza tetto.

Scopo della campagna: sensibilizzare le persone sul tema senzatetto, facendo passare il messaggio “quello che per voi è immondizia potrebbe essere cibo per molte persone“;

Implementazione: attaccare dei poster che ritraggono facce di senzatetto nella parte anteriore dei cassonetti dell’immondizia;

Risultati: in soli 12 giorni di campagna c’è stato un incremento nel numero delle donazioni pari al 500%. Lasciamo parlare le immagini:

Via

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Continua la campagna Pattex Glues Everything, dopo il vaso, l’agenzia DDB di Berlino ha puntato su qualcosa di ancora più impattante. Siamo in Germania, stadio di calcio, circa 60.000 spettatori durante una partita del campionato tedesco, da casa, seduti sul divano, o al pub con litri di birra e amici, la vedono circa 9 milioni di persone. A bordo campo tra i tabelloni pubblicitari spunta quello della Pattex, attaccati una decina di palloni per ogni cartellone allestito. Ignoro la difficoltà per i raccattapalle a restituire velocemente il pallone al portiere ;)

Obiettivo della campagna: dimostrare la potenza della colla in un modo del tutto inusuale.

Sul sito di Vodafone Live, è possibile acquistare dei videogiochi a pagamento per il proprio cellulare UMTS. Per promuovere l’iniziativa, la JWT di Sidney ha pensato di ricorrere allo street marketing, portando Pac Man e Space Invaders direttamente tra le strade australiane. La campagna è di Gennaio, un pò datata forse, ma nulla in confronto a quando giocavamo con il Commodore 64.

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Riporto direttamente dal sito Guerrigliamarketing: “un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti“.

Ma quali sono le tecniche utilizzate dal Guerrilla, in quali forme si manifesta questa filosofia nel momento in cui entra in contatto con la pubblicità. In poche parole, cosa è Guerrilla e cosa no?

Anche una pubblicità televisiva può definirsi non-convenzionale, pensiamo ad esempio se è stata preceduta da una campagna “teaser”, o forse è solo il teaser ad essere non-convenzionale. L’aspetto sui cui vorrei soffermarmi, riguarda l’effetto sorpresa, quello che colpisce il consumatore, perchè la pubblicità gli si è presentata in una forma che sconvolge i canoni abituali.

Nel 2001, quelli di Guerrigliamarketing, decidono di mettere in scena un falso atterraggio ufo per pubblicizzare il comune di Riccione, che seguiva il claim “Riccione: Ultimo pianeta prima della Terra”. Vengono lasciate delle tracce nel parcheggio dell’Acquafan, e la notizia viene ripresa dai principali quotidiani locali.

Ora non sempre bisogna scomodare un intero comune per avere successo, si può fare Guerrilla attraverso gli stancil, il viral, cercare quindi di agevolare quello che viene definito WOM, la body art, lo street marketing, l’edge marketing, non nella sua totalità, ma nelle piccole sfumature. Le note mani imprigionate di Amnesty, il pallone gigante della Nike che distrugge un’automobile durante gli Europei di calcio del 2004, o la diffusione dello Scorpione da parte dei writers per promuovere il Nike Scorpion Knock Out, finte manifestazioni organizzate da vivilastminute, il logo a forma di forcone della Renault Clio, l’Heineken ha mandato un mostro in giro per l’Italia, sono solo alcune dei mille modi in cui la Guerrilla può presentarsi, ma basta chiacchiere è ora di iniziare.

Quello che succedeva in battaglia centinaia di anni fa è stato trasposto nella pubblicità e nel marketing, è buona regola che un buon pubblicitario non-convenzionale conosca le tecniche proprie di un vero Guerrillero, giusto per evitare che anche questa tecnica si trasformi solamente in una moda, o cosa ancor più grave, diventi un termine “ombrello”:

imprevedibilità: attaccare la popolazione quando meno se lo aspetta, utilizzare l’effetto sorpresa;

originalità: il vero Guerrillero indipendentemente dal campo di azione, deve essere un creativo;

conoscenza del territorio: è fondamentale conoscere perfettamente il territorio sul quale si agisce per poter sfruttare al meglio i suoi punti forti ed evitare invece i punti deboli;

attacchi mordi e fuggi: il Guerrillero preferisce effettuare diversi attacchi diluiti nel tempo;

scarsi mezzi a disposizione: la Guerrilla è una tecnica utilizzata maggiormente da chi può contare su poche risorse a sua disposizione, anche se non sempre è così;

sovversione dell’ordine precostituito: l’utilizzo della Guerrilla genera uno “stravolgimento” dell’ordine esistente perché sfrutta tecniche e mezzi in maniera non convenzionale e quando gli individui sono poco preparati ad attacchi di questo tipo;

forte presenza sul territorio (essere “dovunque e comunque”): conoscere perfettamente il luogo dove si agisce non basta, bisogna presidiarlo;

estensione dell’azione nel tempo e nello spazio: la Guerrilla, diversamente dalla guerra, preferisce “sfiancare” il nemico attraverso attacchi continui ed inaspettati;

forte appoggio e coinvolgimento della popolazione: per una buona riuscita degli attacchi di Guerrilla è necessaria la partecipazione del pubblico.

Cosa cercherò di raccontarvi, l’idea iniziale è quella di parlare di tutte quelle tecniche di pubblicità o di marketing che più o meno impropriamente vengono inserite sotto il termine Guerrilla, con questo non vi prometto che sarò in grado di escludere tutto il resto della pubblicità definita convenzionale, se qualche campagna anche se più tradizionale, sarà in grado di attirare la mia attenzione, avrò il piacere di ospitarla tra queste pagine.

Tornando a Bloguerrilla, mi permetto di dare una definizione a questa tecnica, tanto per capire di cosa stiamo parlando. 
Il termine Guerrilla nasce in ambito politico-militare, allargandosi a macchia d’olio e investendo settori inaspettati fino a qualche anno fa, come l’arte e la comunicazione in ogni sua forma, è l’approccio che rimane lo stesso, mordere per poi fuggire.

Utilizzare tecniche alternative, imboscarsi, sabotare, utilizzare astuzia, inventiva e immaginazione, conoscere a memoria il territorio in cui agiamo per cercare di sorprendere il nostro avversario.

Utilizzare la Guerrilla in battaglia, queste le intenzioni di Mao Tze-tung, “Se il nemico avanza, ritirati, se il nemico si ferma, disturbalo, se il nemico è stanco, attaccalo, se il nemico si ritira, inseguilo”, il nemico ripiega e noi lo inseguiamo, se lo attacco per primo perdo, allora avanzo in modo imprevedibile, lo mordo e poi fuggo. Le truppe regolari vogliono eliminare il nemico nel minor tempo possibile, i Guerrilleri lavorano sulle variabili spazio-temporali. Nello spazio, mirano a far disperdere le forze nemiche sul territorio, rendendole più vulnerabili, nel tempo, a distruggere l’avversario psicologicamente ancor prima che materialmente.

Non è facile iniziare un nuovo blog, le aspettative iniziali sono talmente alte che si vorrebbe avere 10 commenti e 5 link in entrata già dopo il primo post. Per il momento, sinceramente, mi accontento di essere anche io nella blogosfera, poi si vedrà.
Era da tempo che mi ero messo in testa di iniziare, non con internet, visto che da più di un anno mi cimento in un ruolo che è stato definito “Content Manager”, ma fare qualcosa di MIO, questo si, mi mancava.

I dubbi iniziali erano legati all’impossibilità di riuscire a dare una continuità al blog, scrivere per qualche mese, magari anche tutti i giorni, e poi lasciarlo lì, incompiuto. Ma da qualche parte si dovrà pur cominciare. Non sono mai stato uno scrittore e mai lo diventerò, ma la passione per questo mondo virtuale non mi manca di certo, una componente da non sottovalutare per chi si appresta ad iniziare questo tipo di “avventura”.

Mi conoscerete come fables, nasce da Fabio, ovviamente uno pseudonimo, un nomignolo che mi è stato affidato anni fa, senza un signficato apparente, fino a che, ascoltando per la prima volta Sailing the Seas of Cheese dei Primus, scoprì che quel fenomeno al basso si chiamava Les, ma questa è un’altra storia.

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